I Domenica di Quaresima
La liturgia della Chiesa, all’inizio del tempo quaresimale, ci illustra la realtà della tentazione. Se si dovesse fare sintesi di quanto la parola di Dio insegna a proposito di questa dimensione della vita umana si potrebbe usare il termine “imbroglio”. La tentazione, infatti, è un vero e proprio imbroglio di Satana. E’ un imbroglio che si colora di gusto, di benessere, di felicità, di realizzazione. Ma rimane imbroglio e si caratterizza per essere contro l’uomo e la sua autentica felicità e pienezza di vita. Così è stato per il primo uomo e così continua a essere per noi.
Parlando della tentazione ne parliamo come di una dimensione tipica della vita umana: la accompagna dall’inizio alla fine. In sé, non dobbiamo dimenticarlo, ha una componente di grande utilità per la vita della fede. Infatti con la tentazione ciascuno è provato nella virtù, realizza una maggiore conoscenza di se stesso e può progredire nella fortezza e nell’intensità della propria vita interiore. La Scrittura, mentre ci fa cogliere l’aspetto negativo di imbroglio, racchiuso in ogni tentazione, ci fa anche cogliere l’aspetto positivo di essa, come prova che fortifica la nostra vita cristiana.
