Parola della Domenica: “E il Verbo si fece carne”

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Parola della Domenica: “E il Verbo si fece carne”

Parola della Domenica: “E il Verbo si fece carne”

II Domenica dopo Natale

“E il Verbo si fece carne”. L’evangelista, nel prologo al suo vangelo, ci aiuta a non perdere di vista una dimensione fondamentale del mistero del Natale: la sua straordinarietà. Guai a fare l’abitudine al fatto che Dio ha tanto amato il mondo da venire in mezzo a noi! Guai a fare diventare cosa scontata il fatto che Dio si sia fatto bambino diventando come uno di noi in tutto e per tutto, eccetto il peccato. Guai a dimenticare che Dio onnipotente e glorioso è nato in una mangiatoia, ha pianto ed è stato avvolto in fasce. Guai a dimenticare tutto questo perché significherebbe perdere di vista l’originalità stupenda della fede cristiana.

In questo modo Gesù ci rivela un volto inedito del Padre: il volto di una misericordia e di un’amore che all’uomo era impensabile immaginare e sospettare. Natale è scandalo e follia: non finisce di ricordarlo il Nuovo Testamento in molte sue pagine. Natale è rivelazione di un Dio che l’uomo credeva diverso. Natale è capovolgimento di quel mondo divino che l’uomo credeva di conoscere. natale è, dunque, tempo di conversione: la prima grande conversione a cui siamo chiamati e che potremmo definire conversione teologica: si tratta di cambiare il modo di pensare Dio.