Lectio Divina – Luca 1, 46-55 (traccia)

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Lectio Divina – Luca 1, 46-55 (traccia)

Lectio Divina – Luca 1, 46-55 (traccia)

Magnificat
Suore Ravasco

Ritorniamo al senso della lectio divina
“Impara a conoscere il cuore di Dio nella parole di Dio, perché tu possa desiderare più ardentemente i beni eterni e con maggior desiderio la tua anima si accenda dei beni del cielo” (San Gregorio Magno).

Ricordiamo i quattro momenti della lectio divina

  • Lettura
    “Le si dovrà leggere non nel tumulto, ma nella calma; non in fretta, ma lentamente, poco alla volta, sostando in attente riflessioni… Il lettore sentirà allora che sono capaci di infiammare l’ardore della sua preghiera” (Sant’Anselmo)
    Leggere il brano di San Luca
  • Meditazione
    “La diligente meditazione non si limta a un contatto esterno (col testo), non si ferma alla superficie ma va più in là: vi penetra, lo interroga analiticamente, lo considera con attenzione” (Guigo il Certosino)..

Osserviamo la struttura del racconto

  • La realizzazione della promessa di Dio rende possibile il canto di Maria e la sua promessa di vita. Per questo il testo comincia dicendo: “Allora Maria disse…”. Lo disse perché nelle parole di Elisabetta vi era conferma della promessa di Dio ora realizzata.
  • Il racconto è divisibile in due grandi parti, con una breve conclusione.
    La prima grande parte trova Maria tutta orientata a Dio. Chi è Dio per Maria?
    La seconda grande parte trova Maria orientata sulle vicende della storia. Come si svolge la storia per Maria?
    La conclusione breve accenna a tre mesi di sosta. Ha un significato tale sosta?
  • Il Magnificat, a ben vedere, risulta una raccolta pensata di riferimenti biblici. E’ il canto della Scrittura in quanto assimilata in profondità
  • Un constante riferimento all’annunciazione. Il Magnificat è come la terra di origine dell’annunciazione.

Approfondiamo il testo considerando alcuni versetti

  • v. 46
    – L’occhi di Maria fa grande Dio. Magnificare significa rendere grande. L’atteggiamento di Maria appare subito antitetico a quello dell’uomo decaduto che tende a rendere piccolo Dio
    – Il Signore. E’ il primo nome attribuito a Dio (già presente nell’annunciazione). Colui che è e che è con te (la rivelazione del Sinai a Mosè)
  • v. 47
    – Salvatore. E’ il secondo nome attribuito a Dio (l’annunciazione). La condiscendenza di Dio per l’uomo. Il Natale di Gesù.
  • v. 48
    – Umiltà e serva.
    L’umiltà richiama la realtà della terra; come anche il vuoto da ogni ostacolo di fronte all’agire di Dio.
    La serva richiama l’appellativo che Maria ha dato a se stessa di fronte all’angelo, e di nuovo indica piena disponibilità all’opera di Dio.
  • v. 49
    – Due nomi attribuiti a Dio: Onnipotente e Santo.
    Nell’onnipotenza ritroviamo la potenza di Dio a cui nulla è impossibile.
    Nella santità di Dio la dimensione di alterità rispetto al mondo e al peccato presente nel mondo.
  • vv. 51-54
    – In 7 azioni successive è descritta l’opera salvifica di Dio che rovescia le situazioni esistenti. Tutto sembra partire dalla visione dell’Incarnazione in cui si rovescia il volto stesso di Dio.
    In queste azioni al passato si contempla ciò che Dio ha fatto nella storia del popolo eletto, ma si getta lo sguardo anche sul futuro perché Dio è fedele per sempre.
  • v. 55
    – Ciò che si compie in Maria è ciò che era stao promesso ad Abramo. Torniamo all’inizio del Magnificat: la promessa è realizzata. Ed è questa fedeltà alla promessa da parte di Dio che fonda la promessa dell’uomo a Dio.

Preghiera
“Le parole di Dio, approfondite e ripetute senza posa, hanno una grazia sovrana per strappare dolcemente l’anima alle preoccupazioni di se stessa, per incantarla e introdurla nel mistero di Dio e del suo Cristo”
“Sia in noi l’animo di Maria” (Sant’Ambrogio)
Spazio di silenzio.

Contemplazione

  • La promessa di Dio fa scaturire la nostra promessa che è canto di gratitudine e di meraviglia. Dall’amore fiorisce l’amore.
  • La familiarità con la parola del Signore
  • Le risposte alle domande iniziali:
    lo sguardo nuovo su Dio
    lo sguardo nuovo sulla storia e sul mondo
    la novità a partire da Cristo
    Sant’Ambrogio parla della “sobria ebbrezza dello spirito”. Ebbrezza nello sguardo su Dio, sobrietà nello sguardo sulla storia.
  • Il tempo di tre mesi: l’arca dell’alleanza che sosta per tre mesi prima di entrare a Gerusalemme.
    Una storia che è all’inizio.