Ascoltiamo la parola del Signore dal Vangelo di san Giovanni: “In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore”. La pace è il dono di Gesù risorto. Ma dobbiamo fare attenzione. La pace che scaturisce dalla Pasqua è ben più profonda di quella che intende abitualmente il mondo. La pace di Cristo, infatti, scaturisce da un cuore raggiunto dalla salvezza e, dunque, dall’esperienza della vita di grazia che ha sconfitto la morte e il peccato è che ha ridonato l’armonia vera con Dio, i fratelli, l’intera creazione. Ecco perché la pace di Gesù toglie ogni turbamento e ogni timore. Turbamento e timore abitano ancora nella pace del mondo, perché superficiale e infondata. In Cristo, nostra Pace, invece, è sconfitta ogni paura. Rimaniamo nella pace del Signore!
Ascoltiamo la parola di Dio dagli Atti degli Apostoli: “Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia, là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l’opera che avevano compiuto. Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede. E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli”. La vita di Paolo e di Barnaba è del tutto votata all’annuncio del Vangelo. È davvero impressionante la vitalità degli Apostoli, che sono continuamente in cammino al fine di portare a tutti la parola del Signore. Eppure, anche per loro, viene il momento di fermarsi e di stare: “Si fermarono per non poco tempo”. Il discepolo sta e va. Sta davanti a Dio e con gli amici nella fede per poter andare senza mai stancarsi per le vie del mondo come araldo del Risorto.
