Lectio Divina – Giovanni 6, 16-21 (traccia)

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Lectio Divina – Giovanni 6, 16-21 (traccia)

Lectio Divina – Giovanni 6, 16-21 (traccia)

Gesù cammina sul mare
Suore Ravasco

Introduzione
Adorazione
Canto
Mistero del Rosario: 1° gaudioso

Lettura del testo 

Meditazione

Preambolo
Il brano ha paralleli nei vangeli sinottici (Mc 6, 45-52; Mt 14, 22-33)
Giovanni semplifica il racconto e gli conferisce un significato teologico nuovo: nei Sinottici l’attenzione è concentrata sul miracolo, in Giovanni sull’identità di Gesù (si realizza un’epifania)

Analisi del testo

  1. Gesù sale sul monte, dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani, mentre i discepoli scendono al mare.
    Chi sale e chi scende: si descrive una separazione cui segue una solitudine.
    Il contrasto tra il monte e il mare: il monte è il luogo dell’incontro con Dio, il mare è il luogo della morte (4 volte).
    Tra l’altro si avviano verso l’altra riva, quasi fosse la direzione inversa rispetto a quella fatta con Gesù: si tratta di un contro Esodo.
  2. Il tempo del racconto è la sera. Viene specificato appena più avanti che era buio. In Giovanni il tema del buio torna sempre quando Gesù si allontana: si ricordi il momento del tradimento di Giuda.
  3. Un elemento importante del racconto è la barca (4 volte). Nella barca, rispetto agli eventi della natura (buio, mare agitato, vento forte) risalta la fragilità.
  4. Il forte vento viene ricordato all’inizio ma non sarà più ricordato al termine del racconto. Nei sinottici si sottolinea la forza con la quale Gesù domina il vento e il mare, qui no. Tuttavia il vento forte sottolinea il carattere temibile del mare per gli Ebrei (Gb 9, 8 “Lui solo…cammina sulle onde del mare”; Is 51, 10 “Non sei tu che hai prosciugato il mare, le acque del grande abisso, e hai fatto delle profondità del mare una strada, perché vi passassero i redenti?”).
  5. I discepoli remano, segno del loro sforzo che non ottiene il risultato sperato. Si ritrovano al centro del lago, a circa 5 chilometri dalla riva.
  6. Il vedere Gesù è come un riconoscerlo. Lo avevano dimenticato, la vista si era annebbiata. La situazione di paura ha ridonato la capacità di vedere.
  7. Il camminare sul mare è la prima indicazione teofanica. D’altra parte anche la paura nella Bibbia è la prima reazione di fronte al manifestarsi di Dio (Gn 15, 1: Abramo; Lc 1, 13.30: Zaccaria e Maria).
  8. Gesù si avvicina. Mentre i discepoli si allontanano, l’iniziativa è tutta di Gesù, del suo amore per loro. La teofania è sempre del tutto gratuita.
  9. La presentazione di Gesù ai discepoli riporta al termine biblico già presente nel libro dell’Esodo a riguardo del dialogo tra Dio e Mosé. Giovanni lo userà altre volte nel suo vangelo per indicare la presenza di Dio in Gesù (Gv 8, 58: “Prima che Abramo fosse io sono”)
  10. I discepoli lo prendono sulla barca, lo accolgono. A questo punto non si parla della tempesta che viene sedata, ma del tragitto sul mare che viene compiuto. E’ un passaggio pasquale quello che si realizza in virtù della presenza di Gesù. Ecco la salvezza in Cristo.

Tempo di silenzio

Preghiera con il salmo 77

Dalla Parola alle parole da portare nel cuore

  1. Oscurità
  2. La barca sul mare
  3. Prendere Accogliere