Domenica delle Palme e della Passione del Signore
E’ bello definire la Settimana Santa come il “vortice dell’amore di Dio per noi”. Come non rispondere al grande amore di Dio con il nostro piccolo ma incondizionato amore? Ritorna alla mente la dichiarazione della protagonista del romanzo “La donna povera” di Leon Blois: “Alla fine della vita non c’è che una sola tristezza: quella di non essere santi”.
In questa Domenica, nella quale si benedicono i rami di ulivo e le palme, ricordando l’ingresso di Gesù in Gerusalemme, un antico brano del IX secolo alimenta la nostra preghiera: “Non è però privo di profondo significato il fatto di portare i rami di questi alberi. L’ulivo, in effetti, che contiene nel suo frutto di che curare dolori e fatiche, rappresenta le opere di misericordia. Quanto alla palma, il suo tronco è rugoso, ma vanta al suo termine, cioè alla sua cima, una bellissima acconciatura, mostrando così che dobbiamo elevarci passando per le asprezze di questa vita fino agli splendori della patria celeste. Teniamo perciò in mano i rami di ulivo, mostrando nei nostri atti la misericordia. Prendiamo anche rami di palma, in modo da attendere, come premio della misericordia, non terrene consolazioni, ma la bellezza della patria di lassù, dove ci precede Cristo Nostro Signore”.
