Omelia – S. Messa nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio

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Omelia – S. Messa nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio

Messa nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio

Tortona. Cattedrale

 

Ci sono due fatti che hanno caratterizzato il passaggio dal 31 dicembre al 1° gennaio e dai quali desidero prendere spunto per il pensiero che ora vi condivido e che, spero, possa aiutarci a entrare nel nuovo anno, oggi iniziato.

Ecco il primo fatto. Questa mattina, guardando dalla finestra, – come tutti quanti noi tortonesi – ho potuto ammirare i fiocchi di neve che scendevano sulla nostra città e mi sono molto rallegrato, perché quei fiocchi di nere di neve candida hanno subito portato il mio pensiero alla solennità di oggi, ovvero alla Madonna, al suo candore, alla sua bellezza, a Lei che è la tutta bella, perché Madre di Dio.

Ed ecco il secondo fatto. Ieri, in serata, ho ricevuto l’augurio di una persona cara, l’augurio più bello che ho ricevuto quest’anno. L’augurio diceva così: “Ti auguro un anno di gioia, di grazia e di gloria”.

Desidero mettere insieme questi due fatti: la bellezza della Madonna Madre di Dio, in qualche modo intravista nel candore della neve e l’augurio così bello da cui sono stato raggiunto. Perché c’è un legame? Perché la Madonna è straordinariamente bella e, in quanto madre di Dio, è il tramite per noi della gioia, della grazia e della gloria. E che cosa vuol dire questo? Lei è il tramite della gioia, della grazia e della gloria, perché è esattamente la Madre di Dio, colei che ci dà Gesù, che ci porta Gesù, che è la gioia vera, la grazia autentica, la gloria sorprendente.

Fermiamoci un momento su queste 3 G, che sarebbe tanto bello diventassero le 3 G di questa giornata, ma anche le 3 G del nostro nuovo anno.

 

La prima G: gioia. Abbiamo sentito l’apostolo Paolo che, con gioia, con entusiasmo, con la meraviglia nel cuore, scrive così: “Voi non siete più schiavi, siete diventati figli e nel vostro cuore risuona un grido, che dice ‘Abbà, papà’ a Dio”.

Ecco la gioia che Gesù porta nella nostra vita e di cui la Madonna, in quanto Madre di Dio, si fa tramite per tutti noi. C’è una gioia nella nostra vita e la gioia è data dal fatto che, dal momento in cui Gesù è venuto presso di noi, si è fatto nostro Salvatore, siamo divenuti figli. Non siamo più schiavi di una legge, siamo figli liberi e amati da un Signore che è tutto per noi, che ci porta nel cuore, sul palmo della mano, che stravede per ciascuno di noi. Ecco perché la gioia è la prima G che oggi vogliamo vivere e che chiediamo la grazia di poter vivere in ogni giorno del nuovo anno.

 

La seconda G: grazia. È sempre l’apostolo che scrivendo sottolinea: “Dio ha mandato suo figlio”. È lui che ha mandato suo figlio; è Lui che ha preso l’iniziativa di venire in mezzo a noi; è Lui che ha desiderato farsi nostro Salvatore; è Lui che, così facendo, ci ha dato tutto e ha fatto tutto gratuitamente. Questa è la grazia: un Dio che ci salva dal dramma del peccato e del male, dalla tragedia della morte, dalla tristezza dello smarrimento di chi non sa intravedere un senso alla vita.

Egli ci salva, senza chiedere nulla. Lui davvero è la grazia – com’è bello questo termine: “grazia” – che, da un certo punto di vista, non chiede nulla, ma ci dà tutto in anticipo. Ha già fatto tutto Lui. Grazia: Dio ha mandato suo Figlio. La Madonna è il tramite della grazia, Gesù, che è tutto per la nostra vita ed è la nostra salvezza.

 

La terza G: gloria. È una strana gloria quella di Dio, ma è la vera gloria, perché nel bambino Gesù si manifesta l’amore sorprendente di Dio per noi. Il fatto che Egli venga tra noi, si faccia bambino, desideri anche patire e morire per noi, è la gloria di Dio. Questa è la vera gloria, quella di chi, grande, si rende piccolo, di chi ama dando tutto, di chi non tiene niente per sé, ma consegna tutto all’amato, agli amati, che siamo noi. La gloria. E la Madonna è il tramite di questo dono che è la gloria, dal momento che ci dona Gesù.

 

Ecco le 3 G. Gioia, grazia, gloria, che si abbinano a un nome: Gesù. Perché Lui è la gioia della vita, Lui è la grazia che ci è donata, Lui è la gloria vera che riempie il nostro cuore.

Mi direte: «Ma la Madonna come si è fatta tramite della gioia, della grazia, della gloria?». Si è fatta tramite con un “sì”. Ha detto “sì” a Dio, ha detto “sì” alla gioia che deriva da Lui, ha detto “sì” alla grazia che le era donata, ha detto “sì” alla gloria che risplendeva davanti a lei.

Allora, noi come lei, oggi, siamo invitati a dire “sì”, perché la gioia dell’essere figli di Dio, la grazia della sua salvezza, che è dono gratuito, la gloria, che è un amore che si dona senza riserve, possano davvero essere realtà per la vita di tutti quanti noi.

Avete presente, nella pagina del Vangelo, quei pastori che, dopo aver incontrato il bambino Gesù, ritornano sui loro passi benedicendo e lodando Dio e raccontando a tutti, quello che avevano visto e udito? Questi pastori avevano sperimentato la gioia, la grazia e la gloria. In quel Bambino avevano trovato il fondamento della loro gioia, perché si erano scoperti figli amati. In quel Bambino avevano trovato lo splendore della grazia, perché avevano capito di essere stati salvati senza alcun merito. In quel Bambino avevano trovato la gloria, ovvero la bellezza di una vita, che si dona senza riserve, nell’amore.

Che questa solennità, anche per noi, sia il ripercorrere i passi dei pastori, per poter, come loro, incontrare nel Bambino Gesù, che è tra le braccia di colei che è sua madre, Maria, la gioia, la grazia e la gloria. E che queste tre G – insieme a quella G che ne è il fondamento, Gesù – non ci abbandonino mai! Questo è l’augurio che desideriamo formularci reciprocamente: di avere sempre con noi Gesù, avendo con lui la gioia, la grazia e la gloria.

 

In questa solennità, quando ero a Roma, negli anni in cui Francesco era Papa, ricordo che, alla fine dell’omelia, egli invitava sempre a invocare la Madonna col nome che – egli sottolineava – è il più bello, il più grande, che le si possa attribuire, ovvero Madre di Dio. Ed è vero! Quale attributo più grande di questo è attribuibile alla Madonna?

Questa sera vogliamo farlo anche noi: invocarla come Santa Madre di Dio, chiedendo che preghi per noi, perché vegli sul nostro nuovo anno e ci faccia vivere, con Gesù, l’esperienza della gioia vera, della grazia e della gloria.

Allora, dopo di me dite: prega per noi! Santa Madre di Dio, prega per noi (assemblea). Santa Madre di Dio prega per noi (assemblea). Santa Madre di Dio prega per noi (assemblea).

Buon anno a tutti!

Trascrizione da registrazione audio