“Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino”. Con queste parole il Signore invia gli apostoli ad annunciare il Vangelo. Ora, come allora, invia tutti noi in mezzo al mondo perché, per il nostro tramite, la testimonianza della salvezza possa risplendere davanti a tutti gli uomini, in ogni tempo e in ogni luogo.
Così san Giovanni Crisostomo commenta la pagina evangelica di san Matteo: “È fuor di dubbio che, inviando gli apostoli a raccogliere la messe, non li invia a mietere la messe di un altro ma ciò che egli stesso ha seminato per mezzo dei profeti. E non si limita a dar coraggio ai discepoli mostrando che il loro lavoro, il loro ministero consiste nella mietitura di una messe già pronta, ma anche li rende atti a questo ministero… Notate, inoltre, come è opportuno il momento scelto dal Signore per la loro missione. Gesù non li invia a predicare prima, quando essi avevano appena cominciato a seguirlo, ma solo dopo che l’hanno seguito e sono stati sufficientemente insieme con lui; dopo che lo hanno visto risuscitare una persona morta, dare ordini al mare infuriato, scacciare i demoni, sanare il paralitico, rimettere i peccati, guarire il lebbroso. Li invia a predicare e a compiere miracoli, solo dopo aver offerto loro sufficienti prove della sua potenza, sia con le parole sia con le opere”.
